Fuor di metafora, le metafore.

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0-3 anni: non comprendiamo le metafore (anzi, in realtà comprendiamo ben poco).

3-7 anni: iniziamo a combattere la voglia fantasiosa di interpretare letteralmente le frasi metaforiche. Vorremmo ancora che “andare ai piedi della montagna” diventasse una fantastica avventura alla ricerca di enormi scarpe.

7-10 anni: ormai sappiamo che il tempo non vola, non scappa e non sta dentro ad un sacco. Eppure ci sfugge ancora l’interpretazione delle metafore.

10-11 anni: oltre a capirle, ne produciamo anche.

Ci vogliono, quindi, ben 11 anni di vita per arrivare a decodificare e produrre metafore. Continua a leggere

Programmo dunque sono.

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Quando ci imbarchiamo in un atto comunicativo di qualsiasi tipo è necessario essere il meno ambigui possibile e saper esporre le proprie idee in modo chiaro e lineare.

Il saper comunicare è qualcosa di innato, eppure abbiamo sentito da sempre la necessità di fissare della regole per la retorica, da  Aristotele a Eco, passando per Cicerone. Oltre alle indicazioni tipiche di questa materia abbiamo bisogno di servirci anche di quelle della logica, applicabili dalle attività intellettuali a quelle più matematiche.
Per strutturare i nostri pensieri e le nostre argomentazioni, infatti, spesso utilizziamo inconsapevolmente la logica enunciativa.

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Non prendiamo fischi per fiaschi!

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Farla in barba a qualcuno, avere l’argento vivo addosso, prendere fischi per fiaschi, esser un pesce fuor d’acqua: modi di dire masticati, digeriti, integrati armoniosamente nel nostro parlare.
Tanti sono i proverbi, i modi di dire e le metafore che fanno parte del senso comune ma, quando ascoltiamo o leggiamo per la prima volta un detto, possono nascere equivoci:

“Mandare a monte” potrebbe sembrare il desiderio di una passeggiata in montagna;
“Andare a fagiolo” potrebbe significare un ritorno all’agricoltura;
“Andare a nozze”, detto da un marito, potrebbe sembrare sospetto.

I modi di dire, quindi, possono diventare ostacoli per una comunicazione efficace.
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What do you mean?

Tutti

A carnevale mangiate le chiacchere o le bugie?

Andate dal parrucchiere o dall’hairstylist?

Se ScRiVeVo csì qlc1 mi avrebbe cpt?

E se vi chiedessi di fare una julienne di cipolle? Cosa fareste?

Se non sapete rispondere questo è il posto giusto per voi.
Qui la semplicità la fa da padrona.
Scioglieremo gli arzigogolamenti della lingua per render giustizia alla parola “comunicazione”.
Perché se non ci si capisce, che comunicazione è?

Quindi: Come Mangi, Parla!