Nome in codice?

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Comunicare via messaggi, per chat o per e-mail ormai è sempre più popolare. Nei messaggi, i giovani specialmente, non danno importanza alla punteggiatura, alle regole grammaticali o all’ortografia.Illustri linguisti definiscono la lingua dei giovani un “guazzabuglio”. Certamente è una lingua che tende piuttosto all’eccesso che alla sobrietà. I giovani si esprimono attraverso emoticon, abbreviano le parole e ne coniano di nuove. Continua a leggere

Treccani contro la povertà lessicale: #carino. Ma è anche analfabetismo emotivo

Questo è il video che la Treccani ha messo in circolazione per parlare di povertà di linguaggio, ma per la Dott.ssa Giovanna Cosenza questo nasconde anche un analfabetismo emotivo.

D I S . A M B . I G U A N D O

Treccani carino

Osservo da anni la povertà lessicale che manifestano molti, specie i più giovani, quando si chiede loro di esprimere cosa provano in un certo momento o rispetto a qualcosa o qualcuno: una vera e propria afasia, connessa alla difficoltà di trovare parole che non siano le solite – una o due al massimo – per esprimere le loro emozioni, i loro sentimenti. È un esercizio che faccio fare spesso in aula, per introdurre una serie di lezioni in cui spiego quanto al contrario sia fondamentale la capacità di mettere in gioco, indurre, stimolare emozioni negli altri per qualunque comunicazione si voglia efficace (in qualunque ambito) e quanto sia dunque fondamentale essere consapevoli

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Programmo dunque sono.

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Quando ci imbarchiamo in un atto comunicativo di qualsiasi tipo è necessario essere il meno ambigui possibile e saper esporre le proprie idee in modo chiaro e lineare.

Il saper comunicare è qualcosa di innato, eppure abbiamo sentito da sempre la necessità di fissare della regole per la retorica, da  Aristotele a Eco, passando per Cicerone. Oltre alle indicazioni tipiche di questa materia abbiamo bisogno di servirci anche di quelle della logica, applicabili dalle attività intellettuali a quelle più matematiche.
Per strutturare i nostri pensieri e le nostre argomentazioni, infatti, spesso utilizziamo inconsapevolmente la logica enunciativa.

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