“Due arance ancor più… rosse!”

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“Quando non ho più blu, metto del rosso.”

Pablo Picasso

Cappuccetto era vestita di rosso… perché?

Gli storici sostengono che così si tenevano meglio d’occhio i bambini.
I testi antichi invece raccontano che la storia si svolse nel giorno della Pentecoste, il cui colore liturgico è il rosso.
Gli psicanalisti affermano che la bambina fosse vestita di rosso perché finì nel letto del lupo e quindi sarebbe scorso il sangue.
La semiologia, infine, dice che la storia  era così: “un bambino rosso porta un vasetto di burro bianco a una nonna vestita di nero…” i tre colori base del sistema antico. Lo schema si ritrova in altre favole: Biancaneve riceve una mela rossa da una strega nera; il corvo nero si lascia sfuggire il formaggio bianco che cade nelle zampe di una volpe rossa e così via.

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Impariamo a colorarci!

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“In passato si diceva ai bambini che c’era un tesoro nascosto ai piedi dell’arcobaleno. È vero: là, nel crogiolo dei colori, c’è uno specchio magico che, se sappiamo blandirlo, ci rivela i nostri gusti, le nostre avversioni, i nostri desideri, le nostre paure, i nostri pensieri reconditi, e ci dice cose essenziali sul mondo e su noi stessi.”

Il piccolo libro dei colori, D. Simonnet, Ponte alle Grazie, 2010

Se ne passiamo di tutti i colori, vediamo nero o siamo al verde, non è un caso.

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