Traduzione: effetti collaterali

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Salve ragazzi sono sempre io, la vostra traduttrice!

Oggi vorrei parlarvi di un nostro caro amico, sempre presente nelle situazioni più tragiche in caso di incomprensione linguistiche, a portata di mano su ogni dispositivo elettronico che sia collegato ad una rete internet.

Secondo voi di chi stiamo parlando se non di Google Traduttore?

Sì lui, sempre pronto a tradurre i nostri compiti in classe, a farci capire parole a noi sconosciute o a permetterci di intraprendere conversazioni con persone di altri paesi.
Pratico e istantaneo, esso consente la traduzione in maniera estremamente rapida di parole, messaggi e testi da una lingua ad un’altra.

Nonostante questo, la figura (se possiamo intenderla come tale) di Google Traduttore si dimostra incompleta e non del tutto efficace in quanto le varie traduzione da lui attuate sono per lo più letterali.

“La traduzione parola per parola consiste nel codificare e decodificare il traducente usando un dizionario bilingue senza considerare il contesto e le regole grammaticali delle due lingue, le regole di scrittura e le loro espressioni idiomatiche, ovvero lavorare a scapito delle caratteristiche naturali della lingua ricevente.”

Wikipedia

Questa applicazione, infatti, non è un interprete: non permettendo quindi una comprensione totale o corretta dei vari messaggi nel loro insieme, può risultare a volte un ostacolo per la comunicazione.

Credo sia capitato un po’ a tutti di scriverci intere frasi e poi notare che non avevano un minimo di senso. Ammettiamolo, quando ci capitava durante una verifica di inglese, francese o quel che sia, provavamo tutti attimi di panico assoluto.

Diciamo che in questo caso il concetto di Parla Come Mangi si rivela un po’ troppo estremizzato.
Riportare in maniera troppo letterale parole o intere frasi di una lingua straniera può diventare un problema non indifferente.

Bisogna notare come questo mezzo riesca a semplificare la comunicazione in modo fantastico ma, allo stesso tempo, ci faccia riflettere sull’importanza del linguaggio e la complessità delle lingue stesse.

Tuttavia questo ha scatenato un fenomeno interessante: alcuni ragazzi sono riusciti a trarre da queste traduzioni insensate un lato ironico, che ha portato a parodie,vignette e video.

Sio (Simone Albrigi), più conosciuto come Scottecs, ha utilizzato Google Traduttore per la traduzione di testi musicali: anche lui ha notato l’inefficienza del servizio ma, a differenza nostra, l’ha evidenziata. Come?

Ha creato video in cui la base era la traduzione di Google e accompagnata con vignette divertenti e parodistiche, riscuotendo un certo successo.

In conclusione: che cosa ho voluto fare con questo post?

  • Evidenziare la complessità delle varie lingue ed elogiare la mia figura di interprete e traduttrice;
  • Invitarvi ad utilizzare il fantastico Google Traduttore solo se si vuole tradurre una singola parola o frasi non troppo complesse;
  • Riconoscere le varie strategie di comunicazione di un messaggi;
  • Riuscire a trarre del positivo o del geniale da qualcosa che può sembrare negativo;
  • Farvi quattro risate guardando le varie parodie nel canale di Scottecs

 

Grazie per avermi dedicato il vostro e mi raccomando Parlate Come Mangiate, ma non Mangiate troppo!

Martina

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