È quasi pronto, apparecchiate il tablet!

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Penne al pesto

Ingredienti (4 persone): Pennette rigate (400 g), Olio (20 g), foglie di Basilico, Pinoli…
Preparazione: Lavare il basilico ed asciugarlo. Metterlo in un mortaio ed aggiungere i pinoli…

Quante volte da bambini ci è capitato di sfogliare un libro o un quaderno di ricette? Magari uno di quelli con le pagine un po’ ingiallite, pieno di annotazioni a matita, post-it attaccati, tramandato di madre in figlia. E come dimenticare le domeniche mattina in compagnia delle nonne che, munite di ricetta, preparavano la pasta fatta in casa, piuttosto che la nostra torta preferita. Sembra incredibile ma noi nipotini riuscivamo a gustare pranzi deliziosi, degni della cucina di Masterchef, anche senza i preziosi consigli di Benedetta Parodi.

Fino ad ora siamo stati fortunati, inutile negarlo (se avete qualche dubbio, provate solo ad immaginare cosa aspetta i poveri nipotini del futuro che si ritroveranno nonne vegetariane, vegane, crudiste).

Ma tra 50 anni esisterà ancora il ricordo di questi storici ricettari?

Oggi il mondo della cucina ha letteralmente invaso le nostre vite.
Basta pensare agli innumerevoli programmi tematici, o agli infiniti siti, blog, pagine che hanno sostituito i più classici libri di ricette.

Ma il racconto delle tradizioni culinarie trova la sua origine ben prima dell’arrivo de La prova del cuoco!

Tutto comincia nel lontano 1957, quando Mario Soldati arriva in tv con il programma Alla ricerca dei cibi genuini, Viaggio nella valle del Po, inaugurando un nuovo format che prenderà successivamente il nome di reportage enogastronomico. Il giornalista documentava i suoi tour culinari descrivendo non solo le ricette, ma anche i locali più caratteristici (l’antenato di TripAdvisor), chiacchierando con i cuochi, o meglio le cuoche. Si trattava quasi sempre di casalinghe trapiantate nei ristoranti, in grado di gestire le cucine anche meglio degli attuali e più noti chef.

Da allora la Rai ha continuato a produrre programmi di cucina rivolti soprattutto ad un pubblico di massaie, suscitando però scarso interesse nei giovani.
La domanda sorge spontanea: come mai oggi un sempre maggior numero di ragazzi e giovani adulti si interessano ai programmi di cucina?

Troviamo la risposta in un momento preciso della storia della televisione: Ave Ninchi inizia a condurre Colazione allo Studio 7, abbandonando il format del reportage enogastronomico e introducendo la sfida ai fornelli. Questa modalità è stata più volte ripresa nel corso degli anni, addizionata con qualche elemento di serialità e con sfide ad eliminazione, che alimentano il tifo del pubblico ormai non più composto da sole casalinghe, ma anche da uomini e ragazzi.

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Colazione allo studio 7

Oggi i giovani si avvicinano al mondo della cucina grazie al web.
Oltre agli ormai classici blog (basterà citare su tutti GialloZafferano) si sta facendo strada una nuova tendenza tutta social: ricette sintetizzate in video di massimo un minuto, ripresi in soggettiva dall’alto con camera fissa.
A fare scuola in questo nuovo campo, che sta ancora attraversando le sue fasi di sperimentazione, ci sono pagine Facebook come Tasty o Tastemade, che propongono piatti innovativi e rivisitazioni di grandi classici.

 

Estremizzando il concetto, da qualche anno su Instagram si possono vedere ricette appetitose sintetizzate in una sola immagine e in una breve descrizione: ricettari liofilizzati per piatti sempre più flash.

A questo punto non importa da dove arrivi la ricetta: tutti a mangiare!

Massimo

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