Non prendiamo fischi per fiaschi!

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Farla in barba a qualcuno, avere l’argento vivo addosso, prendere fischi per fiaschi, esser un pesce fuor d’acqua: modi di dire masticati, digeriti, integrati armoniosamente nel nostro parlare.
Tanti sono i proverbi, i modi di dire e le metafore che fanno parte del senso comune ma, quando ascoltiamo o leggiamo per la prima volta un detto, possono nascere equivoci:

“Mandare a monte” potrebbe sembrare il desiderio di una passeggiata in montagna;
“Andare a fagiolo” potrebbe significare un ritorno all’agricoltura;
“Andare a nozze”, detto da un marito, potrebbe sembrare sospetto.

I modi di dire, quindi, possono diventare ostacoli per una comunicazione efficace.

Io, in quanto vostra linguista di fiducia, voglio fare in modo che questo mattoncino della nostra torre linguistica non sia un peso bensì una risorsa per comunicare. Vi proporrò in pillole l’origine dei detti italiani più strani, rari o quelli di più difficile interpretazione, nella speranza che questo vi aiuti a memorizzarne il senso.
Ho un’anima classica, da libroni impolverati e biblioteche nascoste, ma non dubito dell’utilità di tutto ciò che è digitale ed è per questo che vi parlerò tramite post, tweet, video e mp3. Ho scelto la forma del racconto, quella dei nonni e delle nonne, ma cercando di svecchiarla un po’ (dubito che i nonni usassero programmi di montaggio sonoro!).

Qualche giorno fa ho usato l’espressione “avere la coda di paglia” e mia cugina tredicenne me ne ha chiesto il significato. Sul momento sono stata presa alla sprovvista: avevo sempre utilizzato questo modo di dire ma non ero in grado di spiegarlo. La mia mente, dunque, ha iniziato a vagare alla ricerca di una risposta e, dopo accurate ricerche filologiche, filosofiche, linguiste e esistenziali, sono incappata in una favola di Esopo.

L’idea che questo modo di dire venga da questa favola è l’ipotesi più affascinante e mi sono fatta trasportare. Anche i più dotti, come gli esponenti dell’Accademia della Crusca, ne riconoscono la validità, ma avvalorano anche altre ipotesi meno fantasiose e più storico-culturali:

Molto più convincente la ricostruzione proposta da Ottavio Lurati che fa riferimento alla pratica medievale di umiliare gli sconfitti o i condannati attaccando loro una coda di paglia con la quale dovevano sfilare per la città a rischio che qualcuno gliela incendiasse come gesto di ulteriore scherno.

E voi, cari figlioli, vi sentiti più storici o più sognatori?

Marta

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